Azioni Acea: dove e come investire

E’ una buona idea investire sulle azioni Acea ? In effetti, pongono in essere parecchi occasioni di profitto. Sia chiaro, non stiamo parlando del miglior titolo azionario in circolazione, d’altronde nessun’altra azione può arrogarsi questa definizione, ma è comunque un asset che merita interesse

Ne parliamo in questo articolo, offrendo contestualmente una panoramica della società, qualche info sul corretto modo di fare trading e indicazioni circa i market mover che impattano sulle sue quotazioni. Infine, tratteremo un argomento spinoso, oggetto di aspre polemiche e in grado di incidere in maniera drammatica sull’attività di investimento: la scelta del broker. 

Qualche info su Acea

Acea è una società specializzata nella gestione e nello sviluppo di reti idriche ed elettriche. E’ tecnicamente una società multiservizi a forte partecipazione pubblica. Il capitale, infatti, è ripartito in maniera quasi equa tra il comune di Roma, che interpreta il ruolo di socio di maggioranza, la società francese Suez e l’imprenditore Francesco Gaetano Caltagirone. 

Le attività di Acea, vista la sua natura di “multiservizi” sono numerose. Ecco una panoramica esaustiva.

  • Gestione del servizio idrico a Roma, Frosinone, Toscana, Umbria e Campania.
  • Gestione impianti di compostaggio, termovalorizzatori; trattamento plastiche
  • Fornitura di elettricità
  • Gestione dell’illuminazione pubblica
  • Costruzione e gestione di sistemi idrici integrati

Acea opera principalmente in Italia, e in particolar modo nel centro-sud. Tuttavia, è presente anche nel centro e nel sud America (Honduras, Repubblica Dominicana, Colombia, Perù).

Acea è stata fondata nel 1912 (con il nome di AEM), dunque ha dalla sua una storia piuttosto lunga. Essa si caratterizza per alcune fondamentali tappe. 

  • 1937. La città di Roma le affida la costruzione e la gestione di alcuni acquedotti.
  • 1960. Gestisce gli impianti di illuminazione della città di Roma in occasione delle Olimpiadi.
  • 1964. Acquisisce la piena gestione della rete idrica della città di Roma.
  • 1992. Acea viene quotata in borsa,
  • 2001. Acea ottiene la gestione della rete elettrica dell’area metropolitana di Roma, fin a quel momento in mano ad Enel.

Attualmente, Acea è una società in salute. Nel 2019, infatti, ha fatturato 3,19 miliardi e ha realizzato un utile di 284 milioni. Sempre nello stesso anno, contava 7.576 dipendenti.

Alcune buone ragioni per investire su Acea

Perché investire su Acea? In realtà, sussistono alcuni buoni motivi. Ecco i principali.

E’ una società a forte partecipazione pubblica. Di norma, le società con forte partecipazione pubblica si caratterizzano per una certa stabilità. In un certo senso, sono protette dal rischio fallimento più di quanto non lo siano le società private. In questo caso il pubblico è rappresentato da un ente locale, ovvero Roma Capitale. 

E’ una società dalle buone performance economiche. Come si evince dai dati del 2019, la società può essere considerata in salute, in grado di reggersi sulle proprie gambe. Non è scontato che una multiservizi si produca in prestazioni positive dal punto di vista del fatturato e degli utili, come si evince dai dati delle multiservizi operanti nel resto del territorio nazionale. 

Le sue azioni sono poco volatili. Questa è una caratteristica tipica delle società a forte partecipazione pubblica. Se si dà un’occhiata al grafico delle azioni Acea si nota come, nonostante tutto, le oscillazioni di prezzo siano, se non minime, comunque mediamente contenute rispetto alle azioni che fanno riferimento ad altre società del settore energetico. 

Conta su market mover leggibili. Come tante altre società del settore energetico, le quotazioni di Acea sono suscettibili di market mover tutto sommato stabili, che si prestano a un’analisi potenzialmente affidabili e poco soggetti all’alea che caratterizza la pratica analitica del mercato azionario. Ciò facilita, e di molto, l’attività di investimento dei trader.

I market mover delle azioni Acea

Come già accennato, i market mover delle azioni Acea sono abbastanza leggibili, trasparenti e non porgono il fianco a troppe ambiguità. Ecco una panoramica dei fattori, delle dinamiche e degli eventi che incidono sulle quotazioni delle azioni Acea.

Dati economici e patrimoniali. Le quotazioni di tutti i titoli azionari sono suscettibili delle performance economiche e finanziarie delle società che li emettono. Ovviamente, le azioni Acea non fanno eccezione. In particolare, a orientare gli investitori sono i dati del fatturato e degli utili, nonché lo stato patrimoniale. Tutti dati che, come abbiamo visto, nel caso di Acea sono particolarmente buoni.

Performance dell’economia reale. Acea distribuisce energia elettrica e acqua non solo agli edifici residenziali ma anche a quelli commerciali,, industriali, produttivi. Da qui, l’importanza delle performance dell’economia reale, che incidono in primis sulla domanda e in secondo luogo sulle performance economiche di Acea. Ovviamente, è bene analizzare quasi esclusivamente i dati delle economie locali, ovvero delle zone in cui la società opera. 

Rapporti con i policy maker. Acea ha un forte legame con l’amministrazione pubblica. Dunque, qualsiasi cambiamento in questo senso può impattare sulle quotazioni. Il consiglio è di monitorare con attenzione le notizie riguardanti il rapporto Acea-Roma Capitale.

Qual è il valore di un’azione Acea

Come già accennato, le azioni Acea si caratterizzano per una certa stabilità. Sia chiaro, il concetto di stabilità va considerato alla luce delle dinamiche azionarie, che sono spesso caotiche. Dunque, si assiste spesso a delle oscillazioni di prezzo, che però sono mediamente meno profonde e frequenti rispetto a quelle di altre azioni. Ad ogni modo, Acea ha aperto il 2021 con una quotazione di 17,22 euro, che è abbastanza lontano dal massimo di sempre registrato proprio a ridosso dello scoppio dell’epidemia, ovvero 21,25 euro… Ma nemmeno troppo lontano. 

Prima di allora, le azioni Acea erano inserite in un trend moderatamente ascendente che proseguiva ormai dagli inizi del 2019.

A marzo del 2020, come  tantissime altre azioni del resto, quelle di Acea hanno subito un improvviso crollo, per poi riprendere quota. Questo 2021 si è aperto con una fase laterale all’apparenza stabile e poco mossa. Le prospettive, anche alla luce delle performance economiche, però promettono piuttosto bene. 

Come fare trading con le azioni Acea

La pratica del trading con le azioni Acea non differisce dalla pratica del trading con qualsiasi altro titolo azionario. Le modalità sono le medesime e… Sono essenzialmente due.

Trading diretto. E’ il metodo di investimento classico: si acquista un pacchetto azionario, lo si detiene per un tempo più o meno esteso, lo si vende quando ciò permette di raccogliere un surplus di un certo peso. Nel frattempo, si gode dei classici diritti degli azionisti, ovvero – nel caso dell’investitore puro e semplice – dei dividendi. Tale metodo si addice agli investimenti di ampio respiro, che si affidano al lungo periodo. 

Trading indiretto. E’ un metodo particolarmente idoneo al trading veloce, di carattere speculativo. Il trader non acquista le azioni vere e proprie, bensì prodotti derivati che le utilizzano come sottostanti. In questo caso, le commissioni sono molto più contenute e le transazioni mediamente veloci. 

I prodotti derivati tra cui il trader può scegliere sono principalmente i future e i CFD.

I future sono emessi da piattaforme istituzionali e prima di essere “creati” devono attraversare una lunga trafila burocratica. Anche in virtù di ciò, sono presenti in numero minore. Inoltre impongono una spesa per commissioni non indifferente, per quanto lontana – mediamente – da quella correlata al trading diretto. Sono comunque regolamentati al cento per cento.

I CFD non sono regolamentati direttamente, dunque fanno parte del circuito Over The Counter. Tuttavia, sono emessi dai broker, che posseggono regolari licenze (o dovrebbero farlo). Dunque, offrono parecchie garanzie di sicurezza.

Inoltre, il fatto che vengano emessi dai broker garantisce una certa abbondanza. E infatti si trovano CFD afferenti ai sottostanti più disparati.

I CFD sono anche meno costosi. Anzi, alcuni broker azzerano le commissioni, sostituendole con dei comodi spread.

I CFD sono particolarmente apprezzati dai trader. Non è un caso, quindi, che un numero sempre maggiore di broker li abbia inseriti all’interno della propria offerta.

La questione broker

Perché la questione del broker, o per meglio dire della scelta del broker, è così importante? La risposta è semplice: i broker disegnano l’ambiente entro cui il trader opera, ambiente che può essere comodo oppure ostico, ricco di stimoli oppure limitante. Inoltre, impongono dei costi e delle spese che possono frapporsi tra il trader e la maturazione dei surplus, se troppo elevati. 

L’ideale è trovare un broker che sia allo stesso tempo onesto ed efficiente. Verificare l’onestà di un broker è un gioco da ragazzi, anche perché basta controllare il possesso di una licenza erogata da ente di controllo di prestigio. Discorso diverso per la qualità. Valutare l’effettiva qualità dei servizi di un broker è complicato da una prospettiva esterna. In gioco ci sono tanti fattori, e tutti abbastanza complicati.

Il nostro consiglio è di puntare direttamente su Plus500, senza perdere troppo tempo con le valutazioni. Plus500, come probabilmente già saprete, è uno dei broker migliori in circolazione.

Un focus su Plus500

Plus500 è uno dei broker più famosi in assoluto, punto di riferimento di migliaia e migliaia di trader in giro per il mondo. E a ragione: la qualità dei suoi servizi è decisamente sopra la media. 

Tra i punti di forza di Plus500 spicca l’offerta, che è davvero sterminata e in grado di comprendere centinaia e centinaia di asset, ovviamente sotto forma di CFD. Tra i CFD messi a disposizione da Plus500, ovviamente, spicca anche Acea.

Il vero punto di forza di Plus500, comunque, è l’approccio allo spinoso tema dei costi. Il deposito minimo iniziale è molto basso, e ciò permette a qualsiasi trader di attivare un account. Le commissioni, poi, sono addirittura azzerate. Nello specifico, sono sostituite dagli spread, i quali variano a seconda del traffico generato dall’asset e in base ad altri parametri. Plus500 consente anche il trading in leva, ovviamente entro i limiti imposti dalla normativa (che in Europa sono parecchio stringenti).

Plus500 si caratterizza anche per una eccellente offerta di strumenti analitici, i quali rappresentano una risorsa per chi voglia praticare trading con cognizione di causa, sulla scorta di dati statisticamente rilevanti. 

Nonostante faccia riferimento a trader “non principianti”, Plus500 mette a disposizione materiale informativo, in grado di accrescere il bagaglio tecnico degli utenti.

Infine, va menzionato il servizio di assistenza, che è sempre pronto a sciogliere i dubbi tecnici degli utenti, ponendosi al loro fianco senza alcuna esitazione. Tra l’altro, il servizio in questione è raggiungibile da una certa quantità di strumenti ed è disponibile in molte lingue.

Come investire con Plus500

Investire con Plus500 è molto semplice. D’altronde, il broker si caratterizza per un approccio alle interfacce che punta decisamente all’user-friendly. Ecco i passaggi (pochi e semplici) per “piazzare” un ordine con Plus500.

  • Selezione del CFD. E’ possibile selezionare i CFD per mezzo del motore di ricerca interno, sceglierlo tra quelli presenti in una lista. E’ possibile anche salvare il proprio CFD preferito e recuperarlo ogni volta che si desidera.
  • Selezione dell’importo da investire.
  • Impostazione delle azioni aggiuntive. Queste sono facoltative ma molto utili, soprattutto in una prospettiva di risk management.

E’ possibile impostare un ordine stop, che sancisce la chiusura automatica della posizione quando il prezzo scende fino a toccare una determinata soglia. Si tratta di un accorgimento necessario per limitare le perdite.

E’ possibile anche impostare un ordine profit, che agisce in modo uguale e contrario. Anch’esso determina la chiusura automatica della posizione, ma quando il prezzo sale fino a raggiungere una data soglia. Lo scopo, nella fattispecie, è proteggere il guadagno dal rischio di inversione di trend.

Infine, è possibile vincolare l’attivazione della posizione al raggiungimento di un certo prezzo. La funzione corrispondente è quella contrassegnata dalla dicitura “Only buy when rate is…”.

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I CFD sono strumenti complessi e presentano un rischio significativo di perdere denaro rapidamente a causa della leva finanziaria. Il 76,4% dei conti degli investitori al dettaglio perdono denaro a causa delle negoziazioni in CFD con questo fornitore. Assicuratevi di conoscere il funzionamento dei CFD e di potervi permettere di correre questo alto rischio di perdere il vostro denaro.