Azioni FCA: cosa c’è da sapere per fare trading e guadagnare

Stavate pensato di intraprendere un’attività di trading con le azioni FCA? Verrebbe da dire: troppo tardi. Le azioni FCA infatti non sono più disponibili, in quanto sono state incorporate nelle azioni della nuova Stellantis, nata dalla fusione tra la stessa FCA e l’olandese PSA. Tuttavia, FCA, che ancora esiste nella veste di società partecipata (ovviamente) ricopre una certa importanza e, anzi, esercita un peso significativo sulle azioni Stellantis.

Dunque, in una prospettiva di trading azionario, parlare di Stellantis significa parlare anche e soprattutto di FCA. E’ quello che faremo nell’articolo che segue. Forniremo una panoramica di FCA in quanto società prima ancora che come asset di investimento. Presenteremo i market mover che impattano sulle sue performance in borsa. Successivamente, faremo luce sulle modalità di trading attualmente in voga, che sono più differenziate e varie di quanto si possa pensare, in riferimento tanto all’approccio diretto quanto a quello indiretto.

Infine, tratteremo un argomento scottante, per quanto molto spesso trascurato dai trader non professionisti. Un argomento che incide sui destini dell’attività di trading: la scelta del broker

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Una panoramica su FCA

FCA è l’acronimo di Fiat Chrysler Automobiles. E’ nata nel 2014 dalla fusione tra Fiat Group e Chrysler Group, un’operazione che all’epoca fece scalpore soprattutto in Italia. La FCA è dunque l’erede della gloriosa Fiat, che ha fatto la storia della mobilità privata in Italia. La FCA, comunque, fin dalle prime battute, ha dimostrato di potersi imporre come uno dei player principali a livello mondiale del settore auto.

Giusto per dare qualche coordinata, già nel 2015 si poneva al quarto posto per numero di vetture prodotte, dietro Volkswagen, Toyota, Renault-Nissan. Va detto, però, che in quanto a fatturato FCA occupa un posto inferiore in questa immaginaria classifica (dominata dalle compagnie di auto di lusso). 

FCA è una società molto vivace, impegnata in progetti di espansioni e in grado di frequentare il mercato da protagonista. Esercita una certa influenza nel mercato italiano, visto il patrimonio simbolico che la Fiat porta in dote e la gestione diretta di alcune controllate, a loro volta grandi firme della storia automobilistica del Bel Paese: Abarth, Alfa Romeo, Lancia su tutte. 

Non è un caso che, ad oggi – e se si esclude il 2020, anno nero per la mobilità – FCA si dimostra una società florida, in grado di macinare utili e fatturato, di mantenere livelli alti di forza lavoro. Attualmente, infatti, conta più di 34mila dipendenti. Ovviamente, la creazione di Stellantis ha ribadito lo stato delle cose, proiettando la stessa FCA verso una condizione di solidità manageriale, imprenditoriale e finanziaria raramente sperimentata fino a quel momento.

Una precisazione va fatta circa la nazionalità di FCA. In buona sostanza, occorre distinguere tra FCA e Stellantis, per quanto possa sembrare strano, vista la relazione partecipata-gruppo. Dunque, possiamo affermare che FCA sia italiana, mentre Stellantis sia olandese. Il “quartier generale”, infatti è situato ad Amsterdam. 

Perché investire nelle azioni FCA

La domanda è più che legittima. D’altronde, il mercato azionario spicca per la sua varietà, la quale si esprime sia in relazione ai vari segmenti che in relazione alle singole società. Dunque, perché proprio il settore automobilistico e perché proprio FCA?

 Per quanto riguarda la prima parte della domanda, i motivi possono essere due. In primis, le necessità di diversificazione, ovvero di composizione del portafoglio improntata sui canoni della varietà, finalizzata a contenere le perdite e minimizzare i rischi. In secondo luogo, perché è comunque un settore leggibile, che tra alti e bassi, segue dei canovacci se non proprio prestabiliti, comunque oggetto dell’interesse di analisti ed esperti.

Per quanto concerne specificatamente FCA, i motivi per prenderla in considerazione sono molti. In primo luogo, occupa un posto di primo piano nell’immaginario collettivo di un pezzo importante d’Europa, ovvero l’Italia, visto il lascito della vecchia Fiat. Ciò può sembrare una motivazione debole, ma non lo è affatto: a spingere i trader azionario non sono elementi di natura tecnica, ma anche emotiva. Dunque, nel decidere su quale cavallo puntare, è bene tenere a mente anche ciò che rappresenta per il contesto in cui opera. 

Un altro motivo per prendere in considerazione FCA è la forza che esprime nel mercato di riferimento. A testimoniarlo, i dati sugli utili e sul fatturato. Vale la pena accennarli, in riferimento tanto al 2020 quanto al 2019. Guardare solo ai numeri dell’anno scorso significa trarre uno scenario viziato dalla crisi sanitaria, che tra le altre cose ha colpito il potere di acquisto e la mobilità privata, due elementi vitali per una casa automobilistica. 

Ebbene, nel 2019 FCA ha totalizzato ben 108,2 miliardi di fatturato e 6,63 miliardi di utili. Nel 2020 ha totalizzato 86,6 miliardi di euro di fatturato e soli 29 milioni di utili. Che non sia andata in rosso è già un fatto positivo, viste le difficoltà cui abbiamo appena fatto cenno. 

Ovviamente, la solidità di FCA, e quindi di Stellantis, rappresentano una fonte di attrattiva per gli investitori, i quali fanno riferimento proprio ai dati economici per compiere le proprie scelte.

Cosa muove il prezzo delle azioni FCA

Quali sono i market mover delle azioni FCA o, per meglio dire, delle azioni Stellantis? In primo luogo, va evidenziato la presenza dinamica strutturale dell’azionario, e che quindi coinvolge anche questa casa automobilistica: l’assoluta centralità dei dati economici.

Proprio come ogni altra società quotata in borsa, le quotazioni dipendono dalle performance nel mercato di riferimento, in quanto sono proprio esse a calamitare l’interesse degli investitori, e fornire elementi per decidere se, come e quanto investire. Dunque, se intendete fare trading con le azioni Stellantis (ex azioni FCA) dovrete monitorare costantemente fatturato, utili e stato patrimoniale. 

In quanto società operante nel comparto manifatturiero e in particolare nella produzione di beni di consumo di fascia media, le sue azioni sono suscettibili alle performance dell’economia reale. In buona sostanza, esse sono tutt’altro che anelastiche rispetto alla domanda. Se l’economia è in difficoltà, il potere di acquisto si riduce, si riducono i consumi e si vendono meno automobili. Discorso radicalmente opposto se l’economia è in crescita. 

Una dinamica, questa, che emerge chiaramente durante gli shock economici come quelli scatenati dalla crisi del 2008 e, ancora di più, dalla crisi sanitaria. Come tutti abbiamo sperimentato sulla nostra pelle, la crisi ha sì ridotto la mobilità, ma ha anche messo in ginocchio le varie economie nazionali, abbattendosi sulle risorse finanziarie di imprese, famiglie e individui. 

Un altro market mover importante è l’insieme di notizie, voci di corridoio e comunicati ufficiali che giungono dal management. FCA è una multinazionale, proprio come la società che ne esercita il controllo. “Manovre” ai piani altri sono frequenti, come dimostra la sequela di acquisizioni e fusioni degli ultimi dieci anni. Eventi di questo tipo, anche solo caldeggiati, colpiscono l’immaginazione degli investitori, che si muovono in maniera rapida e precisa, impattando sulle quotazioni. 

Infine, vanno tenute d’occhio anche le vicende che riguardano i rapporti tra la società e le amministrazioni pubbliche, in primis i governi. Non è raro, infatti, che vengano stretti accordi, magari in previsione di prestiti e finanziamenti. Tra l’altro, proprio nel 2020 FCA ha ricevuto un finanziamento da parte di Banca Intesa San Paolo, garantito dallo Stato Italiano. 

FCA azioni in tempo reale: perché monitorarle

Se intendete procedere con un’attività di trading degne di questo nome, e puntare sulle azioni FCA (ora Stellantis), non potete esimervi dal monitorare il prezzo. Lo scopo è avere sempre e comunque il polso della situazione, in modo da reagire a eventuali shock o cavalcare le eventuali opportunità. 

Ancora meglio, dovrete studiare il prezzo nel tempo, ovvero rapportandolo a quanto accaduto negli anni passati. Un modo, questo, per contestualizzare movimenti e dunque carpirne il vero significato. Qui trovate uno strumento utile per monitorare e studiare il prezzo delle azioni FCA (anzi, Stellantis).

Come fare trading e guadagnare con le azioni FCA

E’ la domanda da un milione di dollari. Di certo, fornire consigli per un profitto assicurato è complicato, se non impossibile. Tuttavia, possiamo fare una panoramica delle modalità di trading a disposizione, in modo che possiate scegliere liberamente l’assetto più funzionale ai vostri obiettivi e al vostro stile di investimento.

Trading diretto. In questo caso, si acquistano le azioni reali e le si detengono per un periodo di tempo più o meno lungo. Lo scopo è godere dei dividendi che la società concede e generare un surplus dalla vendita, quando questa risulterà davvero profittevole. Il difetto di questa modalità risiede nella scarsa compatibilità con la speculazione vera e propria, quella a stretto giro almeno, e nel costo delle commissioni, solitamente elevato.

Trading indiretto. In questo caso, non si acquistano le azioni reali, bensì prodotti derivati che hanno le suddette azioni come sottostanti. L’unico vero difetto di questa modalità è l’impossibilità di godere dei dividendi, dal momento che non vi è una detenzione reale dei titoli. In compenso, tale modalità è funzionale all’approccio più speculativo, viste le commissioni più basse e una maggiore rapidità delle transazioni.

A sua volte, il trading diretto può essere differenziato in base al tipo di prodotto derivato. I più utilizzato sono i Future e i CFD. 

I Future sono prodotti “ufficiali”, emessi dalle autorità. Sono in numero minore, proprio per la trafila burocratica che devono sopportare prima di fare il proprio esordio sul mercato. Anche in virtù di ciò, si caratterizzano per un livello commissionale elevato, ma non trascurabile.

I CFD, Contract for Difference, sono prodotti Over The Counter. Ciò non significa che non siano affidabili, che non forniscano garanzie di sicurezza. Infatti, gli emittenti, ovvero i broker, sono strettamente regolamentati dalle autorità. Inoltre sono presenti in gran numero e si caratterizzano per un livello commissionale molto basso. Spesso i broker azzerano le commissioni e le sostituiscono con gli spread.

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La scelta del broker

Eccoci giunti all’argomento conclusivo, la scelta del broker. Non è una scelta da prendere a cuor leggero. Dal broker, infatti, dipendono i destini dell’attività di trading. Non si limitano a fungere da intermediari, ma disegnano l’ambiente entro cui l’investitore opera, e questo ambiente può essere comodo o irto di ostacoli (posti certo in buona fede).

Individuare un broker di qualità superiore non è semplice. Dall’esterno possono sembrare simili, ma si differenziano per il livello dei servizi, i costi e l’ampiezza dell’offerta. Sono tanti, dunque, i fattori in gioco. Il consiglio è di tagliare la testa al toro, e optare direttamente per uno dei broker migliori in circolazione: Plus500.

Un focus su Plus500

Plus500 non è solo uno dei migliori broker, è anche uno dei più famosi. Questo è, a modo suo, una garanzia di qualità, almeno a giudicare dai feedback – generalmente positivi – degli utenti. 

Di Plus500 stupisce soprattutto l’offerta, che è ampia e varia. Mette a disposizione una pletora di CFD, i quali coprono praticamente tutte le asset class. Ovviamente, a disposizione degli utenti vi sono anche le azioni Stellantis (ex azioni FCA). 

Il vero pregio di Plus500, però, risiede nell’approccio ai costi. Da questo punto di vista, come da molti altri, il broker si pone dalla parte del trader. Le commissioni sono azzerate, sostituite da spread (che variano in base alla liquidità dell’asset). Il deposito minimo iniziale è infimo, le modalità di prelievo agevoli e improntate sulla rapidità.

Plus500 spicca anche per la qualità del servizio di assistenza, raggiungibile attraverso una pluralità di canali e disponibile in molte lingue. Stesso discorso per i servizi didattici, che forniscono informazioni utili e immediatamente spendibili ai trader.

Plus500 offre  un conto demo, ovvero una soluzione per simulare l’attività di trading. Un modo per provare il broker senza correre rischi, nonché per fare pratica in totale sicurezza. 

Infine, si segnala una certa accessibilità dell’interfaccia. Emettere gli ordini e soprattutto personalizzarli, è un gioco da ragazzi, se si fa trading con Plus500. In una sola schermata è possibile impostare l’asset, l’importo, lo stop loss, il take profit e altro ancora.

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I CFD sono strumenti complessi e presentano un rischio significativo di perdere denaro rapidamente a causa della leva finanziaria. Il 72% dei conti degli investitori al dettaglio perdono denaro a causa delle negoziazioni in CFD con questo fornitore. Assicuratevi di conoscere il funzionamento dei CFD e di potervi permettere di correre questo alto rischio di perdere il vostro denaro.

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