Comprare azioni Saras: una guida esaustiva per chi vuole fare trading e guadagnare

Comprare azioni Saras è una buona idea? D’altronde non si tratta della prima società a cui si pensa, quando si ragiona sugli asset da integrare nella propria attività di trading speculativo. Certo, esistono società può quotate, inserite in trend migliori. Tuttavia, magari in un’ottica di diversificazione le azioni Saras possono dare qualche soddisfazione. Ovviamente, è necessario conoscere la società, le dinamiche che incidono la sua partecipazione in borsa.

Ne parliamo in questo articolo, fornendo una panoramica su Saras, descrivendo il profilo societario, le sue performance nel mercato di riferimento. Descriveremo anche i market mover che incidono sulle quotazioni e le modalità di trading a disposizione. Infine, offriremo uno spaccato su un tema di fondamentale importanza, sebbene spesso trascurato dai principianti: la scelta del broker. 

Un focus su Saras

Saras è l’acronimo di Società Anonima Raffinerie Sarde. Anonima, in realtà, non lo è per niente, dal momento che il suo presidente è uno degli imprenditori d’Italia: Massimo Moratti, già patron dell’Inter. 

La Saras è stata fondata proprio da suo padre nel lontano 1966. Già qualche anno dopo, giocava un ruolo di primo piano nella raffinazione del petrolio. Il fiore all’occhiello della Saras è la raffineria di Sarroch, nella costa sud ovest del cagliaritano. E’ una delle più grandi del Mediterraneo, vista la capacità produttiva di 15 milioni di tonnellate all’anno, pari a 300.000 barili al giorno. Con questi numeri, la Saras è responsabile del 21% della lavorazione complessiva del petrolio in Italia. 

Negli ultimi venti anni la società ha intrapreso un percorso di rinnovamento, concretizzatosi in una diversificazione delle attività. Nel 2001 ha iniziato a svolgere un’attività di produzione e vendita di energia elettrica grazie ad un impianto di gassificazione a ciclo combinato, forte di una potenza installata di 575 megawatt.

Poco dopo ha intrapreso un percorso anche nelle rinnovabili, a tal punto che oggi la società produce e vende energia eolica. Essa è prodotta dal parco eolico nel Comune di Ulassai, inaugurato nel 2005.

Dal punto di vista finanziario, un anno cruciale è stato il 2005, che ha segnato l’esordio in borsa. La proprietà attuale è divisa – a livello di azionariato – tra la Massimo Moratti SAPA (di Massimo Moratti), Angel Capital Management, Stella Holding e altri minori.

Perché investire sulle azioni Saras

E’ davvero conveniente investire nelle azioni Saras? Come già accennato, la società non spicca all’occhio né per capitalizzazione, né per le caratteristiche del trend (non quello attuale almeno), né per le quotazioni. Tuttavia, può essere utile in ottica diversificazione. I motivi per prenderla in considerazione sono i seguenti.

In primo luogo, si tratta pur sempre di una società importante, almeno nel suo campo. Più di un quinto della lavorazione complessiva di petrolio in Italia, infatti, è in mano alla Saras. Considerando le esigenze “energivore” del nostro paese, non è affatto un dettaglio di secondo piano.

In secondo luogo, le sue quotazioni sono protagoniste di numerose oscillazioni. Certo, il trend ha vissuto parecchi cicli ribassisti negli ultimi anni, ma le oscillazioni in un senso e nell’altro fanno il gioco dei trader speculativi. Tra l’altro, esse raramente si risolvono in una volatilità spiccata, potenzialmente ingestibile. 

Infine, va considerata una dinamica. Saras è una società impegnata soprattutto nel petrolifero. Dunque, per definizione, almeno da un punto di vista meramente azionario, è leggibile. Infatti, esattamente come le aziende concorrenti, è legata a stretto giro con l’economia reale. Non vi sono grandi misteri nelle forze che impattano sulle quotazioni di Saras, e questo è un bene per chi vuole farci del trading.

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Azioni Saras previsioni: a quali market mover guardare

Dunque, quali sono i market mover che occorre studiare, se si intende fare del buon trading con le azioni Saras? Abbiamo introdotto una classe di market mover nel paragrafo precedente: i dati provenienti dall’economia reale. Non c’è di cui stupirsi: gli introiti di Saras dipendono anche e soprattutto dalle performance dell’ambiente economico, ovviamente italiano

Se l’economia italiana cresce, allora la domanda di prodotti energetici cresce di conseguenza, e i profitti di Saras aumentano. Discorso inverso nel caso in cui l’economia andasse male, eventualità che purtroppo si è verificata molte volte in quest’ultimo decennio. 

D’altronde, se si guarda a una qualsiasi chart di lungo termine delle azioni Saras, si nota che i suoi massimi sono coincisi con i momenti di crescita dell’economia italiana, mentre i suoi minimi con i momenti di recessione. Non fa eccezione l’ultimo anno, caratterizzato dalla crisi sanitaria e, di conseguenza, anche economica.

Un altro market mover importante è anche il prezzo del petrolio. Questi non deve essere eccessivamente alto, perché in tal caso i margini per Saras si ridurrebbero. Dunque, occhio al prezzo dell’oro nero, se fate trading con le azioni Saras. 

Infine, è mandatorio profondere un’analisi dettagliata e costante delle performance nel mercato di riferimento. Potete partire dai dati diffusi dalla società stessa su fatturato e utili, come fareste per qualsiasi altro titolo azionario. Tuttavia, il consiglio è di monitorare le notizie proveniente dal segmento di competenza, in quanto esse possono incidere (e parecchio) sui destini della società e quindi sulle sue quotazioni. 

Quotazione azioni Saras

Le dinamiche cui soggiacciono le quotazioni Saras non sono diverse da quelle che impattano su altre società del settore petrolifero. Dunque, rimane l’obbligo di monitorare costantemente i prezzi. Solo in questo modo è possibile mantenere il controllo della situazione, e porsi nella condizione di reagire a eventi più o meno impattanti. Ovviamente, il consiglio è di studiare anche il prezzo nel passato, magari per intuire le modalità di reazione dell’asset ai vari eventi, periodici o meno, imprevedibili o meno.

Qui di seguito trovate un grafico delle azioni Saras. Attualmente, le quotazioni viaggiano a livelli piuttosto bassi, inferiori all’euro ad azione. Tuttavia, come accennato nei paragrafi precedente, le oscillazioni sono frequenti, e ciò si rivela un aspetto potenzialmente positivo per i trader che adottano un approccio speculativo. Va considerato anche il periodo, che è molto complesso dal punto di vista economico, almeno in Italia. 

Come investire nelle azioni Saras

Come fare trading con le azioni Saras ? Ebbene, i metodi sono i medesimi di qualsiasi altro asset azionario. In buona sostanza, il trader ha a disposizione due modalità, le quali differiscono per prassi, obiettivi e persino impatto dal punto di vista psicologico.

Trading diretto. E’ il classico metodo di investimento, quando si parla di azioni. Le azioni si comprano, si conservano per un tempo più o meno lungo, ovvero sufficiente a produrre un surplus significativo, e nel mentre si partecipa agli utili attraverso la ricezione dei dividendi. Tale metodo è indicato per un investimento dall’orizzonte temporale lungo, che si sviluppa nell’arco di alcuni anni. Ovviamente, l’impatto psicologico è minimo. Non è un caso che sia il metodo suggerito dai consulenti bancari ai risparmiatori. Anzi, la maggior parte della gente comune non ne conosce altri.

Trading indiretto. In tal caso, non si acquistano e/o vendono le azioni in senso stretto, ma si opera attraverso prodotti derivati, che usano le azioni in qualità di sottostanti. Alla luce della loro veloceità di transazione e di una pressione economica più sostenibile (le commissioni costano meno), si sposano con un trading rapido, di carattere spiccatamente speculativo. Il trading indiretto ha uno difetto: non prevedendo la propriet reale delle azioni, non consente di partecipare agli utili. In sintesi, non si gode dei dividendi.

I derivati più commerciati sono i Future e i CFD.

I Future sono messi a disposizione da enti istituzionali. Anche in virtù di ciò, e dei legacci burocratici che regolano l’approvazione di nuovi prodotti, i future non sono tantissimi. Inoltre impongono delle commissioni significative, per quanto spesso inferiori a quelle del trading diretto. In compenso, sono garantiti al cento per cento, quindi offrono ottime garanzie di sicurezza.

I CFD, acronimo di Contract For Difference, sono – di contro – emessi dai broker. In ragione di ciò, sono in un numero superiore. Nella sostanza, sono Over The Counter, quindi non vengono direttamente regolamentati. Ad essere regolamentati sono però i broker, peraltro in modo stringente. Soprattutto, impongono commissioni molto più sostenibile, in alcuni casi esse sono persino assenti. Le transazioni, poi, sono generalmente più veloci.

I CFD sono molto attrattivi, soprattutto per i trader non istituzionali. Non stupisce che buona parte dei broker utilizzino i CFD nel corso della propria attività speculativa. 

Come scegliere il broker

Infine, esploriamo un argomento molto spinoso, e che dovrebbe tenere banco sia tra i trader principianti che nella community di esperti. In realtà, purtroppo, esso è abbastanza trascurato. Stiamo parlando della scelta del broker. L’ideale sarebbe affidarsi a un broker onesto e allo stesso tempo capace di offrie servizi di qualità.

Ora, verificare l’onestà di un broker è molto facile: E’ sufficiente controllare che possegga una regolare licenza. Discorso diverso per quanto riguarda la qualità. Sono tantissimi i fattori da prendere in considerazione, e alcuni non sono facilmente trattabili da chi valuta dal di fuori.

Dunque, come ahire? Noi consigliamo di tagliare la testa al toro e di affidarsi a uno dei broker più apprezzati in assoluto, Plus500. Di seguito, forniamo una breve ma completa panoramica di questo broker. 

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Cosa offre Plus500

La fama di Plus500 è giustificata dai fatti. D’altronde, è determinata dal grado di soddisfazione dei trader, che è generalmente elevato. A sua volta, esso è dovuta alla qualità dei servizi, che è di molto  superiore alla media dei competitor.

Un pregio di Plus500 consiste nell’offerta. Essa è straordinariamente corposa, e forte di centinaia e centinaia di CFD. C’è solo l’imbarazzo della scelta, e tutti gli utenti hanno la possibilità trovare quello che cercano o ciò che fa al caso loro. Ovviamente, tra i CFD messi a disposizione spiccano anche quelli di Saras. Non è un dettaglio di poco conto: Saras non è una delle società maggiormente quotate in borsa.

Un altro pregio di Plus500, e che calamita l’interesse dei trader, riguarda la politica dei prezzi. Essa, infatti, si dimostra piuttosto accomodante. A testimoniarlo, la totale assenza delle commissioni. In loro vece vi sono gli spread, i quali variano in base al traffico generato dall’asset, alla liquidità ad esso correlata etc. Plus500 permette inoltre il trading in leva, pur restando nei limiti imposti dalla legge.  

Plus500 si pone dalla parte degli utenti. Nonostante si rivolga soprattutto a chi possiede già competenze di trading, mette a disposizione materiale informativo utile e ben progettato.

Molto efficace, poi, è il servizio di assistenza, il quale è raggiungibile attraverso una pluralità di canali. Infine, corposo è l’offerta sia di piattaforme (Metatrader e non solo) che di account (che si adeguano a obiettivi, competenze e disponibilità finanziaria). 

Come fare trading con Plus500

Emettere un ordine con Plus500 è un gioco da ragazzi. Infatti, mette a disposizione interfacce user-friendly, alla portata di tutti. Ad ogni modo, è necessario percorrere alcuni passaggi per investire

  • Selezionare il CFD. Si può individuare il CFD per mezzo del motore di ricerca interno, accedendo a un’apposita lista o selezionandolo direttamente dai preferiti. 
  • Cliccare Acquista per le posizioni long e Vendi per le posizioni Long. Allo stesso tempo, va selezionato l’importo
  • Selezionare le funzioni aggiuntive. Questo passaggio non è obbligatorio ma consigliato.

Infatti, tra le funzioni spiccano gli ordini stop, i quali determinano l’uscita dal mercato nel caso in cui il prezzo scendesse fino a una data quotazione. Una funzionalità, questa, che fa parte dell’ampia e cruciale disciplina del risk management, e il cui obiettivo è limitare i danni e rendere sopportabili le perdite.

Discorso simile, ma contrario, per gli ordini profit. In questa fattispecie, il prezzo è impostato al di sopra di quello attuale, ma l’effetto è il medesimo: l’uscita automatica e forzata dal mercato. Lo scopo è conservare i guadagni fin lì maturati prima che l’asset inverta il trend.

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I CFD sono strumenti complessi e presentano un rischio significativo di perdere denaro rapidamente a causa della leva finanziaria. Il 72% dei conti degli investitori al dettaglio perdono denaro a causa delle negoziazioni in CFD con questo fornitore. Assicuratevi di conoscere il funzionamento dei CFD e di potervi permettere di correre questo alto rischio di perdere il vostro denaro.

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