Come comprare azioni Snam: una guida completa

Come comprare azioni Snam? Se lo chiede chi intravede nella multinazionale un’occasione di profitto, da realizzarsi attraverso il trading speculativo piuttosto che con un approccio più compassato. Si tratta di una scelta che ha tutte le carte in regola per non disattendere le aspettative. I motivi sono numerosi, e li elencheremo nell’articolo che segue.

Forniremo anche qualche indicazione utile per fare trading con le azioni Snam, esplorando le alternative a disposizione e operando una distinzione tra due tipologie distinte di trading. Infine, offriremo una panoramica su un argomento molto trascurato ma che si rivela di fondamentale importanza per i trader di ogni ordine e grado: la scelta del broker.

Un focus su Snam

Prima di spiegare come comprare azioni Snam, farci del buon trading e generare profitto, è bene fare una panoramica su questa società. 

Snam è una società che realizza e gestisce infrastrutture energetice. La sua sede si trova a San Donato Milanese, nella provincia di Milano. E’ quotata nella Borsa di Milano e fa parte del FTSE MiB. E’ una delle società più importante d’Italia, punto di riferimento per l’approvvigionamento energetico. Vanta tuttavia un respiro internazionale, dunque è presente in tanti altri paesi.

La storia di Snam è tutt’altro che lineare e rivela una certa vitalità. Nasce nel 1941 con il nome di Società Italiana Metanodotti, da cui deriva l’acronimo Snam. Nel 1956 viene costituita la Snam Progetti, che si occupa di infrastrutture sulla terra ferma. Nel 2001, tuttavia, scorpora le attività non legate alla logistica del gas, in modo da rientrare nei requisiti per la quotazione in borsa. L’approdo nel mercato azionario si verifica l’anno successivo. Un anno importante per Snam è il 2009, che segna l’acquisto di Italgas. Quest’ultima società viene comunque ricostituita nel 2016.

Attualmente Snam è occupata in una serie di attività che spesso vanno anche oltre la realizzazione, la gestione e il trasporto del gas. Si segnalano, in particolare, le attività di progettazione e di realizzazione di strutture per il trasporto del biometano. Nondimeno, Snam è impegnata in programmi di transizione energetica.

L’azionariato di Snam ne rivela la solidità. Quasi un terzo delle azioni è posseduta da Cassa Depositi e Prestiti. Quasi un terzo, invece, è in mano agli investitori istituzionali, a dimostrazione dell’affidabilità (anche a lungo termine) della società.

Perché investire nelle azioni Snam

Un altro passaggio propedeutico consiste nell’analisi della profittabilità di Snam. In buon sostanza, è lecito chiedersi: Snam è un buon punto di riferimento per chi vuole investire? In realtà, potrebbe esserlo, ha tutti i requisiti per consentire la realizzazione di profitti con il trading azionario. I motivi sono almeno tre.

E’ una società florida. Per comprenderlo, è sufficiente dare un’occhiata ai più recenti dati sul fatturato e sugli utili. Nel 2020, anno funestato dalla pandemia e che ha gettato nella crisi più profonda molte realtà consolidate, ha registrato un fatturato di 2,77 miliardi di euro, in aumento del 6,3% rispetto al 2019. Gli utili, invece, sono stati pari a 1,6 miliardi di euro, in aumento del 6,5% sull’anno precedente.

E’ parzialmente in mano pubblica. Secondo alcuni, una forte partecipazione statale non è sempre garanzia di efficienza. Se qualche dubbio può emergere a riguardo, è del tutto certo che la partecipazione pubblica conferisca solidità a una società. Non che la mano pubblica sia dominate, ma è comunque presente con un buon 31% di azioni, detenuto nello specifico da Cassa Depositi e Prestiti.

Le azioni Snam sono equilibrate in quanto a volatilità. Ciò che permette di guadagnare, almeno in una prospettiva di trading fortemente speculativo, è il movimento dei prezzi. Ebbene, le azioni Snam si muovono in maniera equilibrata: le oscillazioni sono frequenti, come ci si aspetterebbe da un titolo azionario, ma in genere non sono così profonde da mettere in crisi gli investitori di medio e lungo periodo.

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Valore delle azioni Snam: una panoramica

Se si analizza il valore delle azioni Snam si comprende come il titolo azionario esprima un certo equilibrio. Come già accennato, le oscillazione non mancano (e ciò è un bene, fino a un certo punto), ma non sono mai così profonde. Se si guarda ai trend degli ultimi tre anni, si scopre che Snam, certo tra alti e bassi, si è reso protagonista di una crescita all’apparenza lenta, ma costante. Il massimo triennale è stato toccato il 19 febbraio 2020, quando ha raggiunto quota 5,10 euro. Dopo, l’esplosione della pandemia e il comprensibile crollo (che ha coinvolto gran parte delle borse mondiali).

Le azioni Snam hanno comunque ripreso quasi nell’immediato un buon ritmo, a tal punto che già a metà giugno si erano portate a 40 centesimi dal massimo di qualche mese prima. Attualmente (fine marzo 2021), il valore delle azioni Snam si attesta stabilmente sopra i 4,50 euro. 

Ciò che emerge chiaramente, sono le dinamiche rispetto alle performance delle materie prime energetiche. Ebbene, il legame è solo parziale, e non si riflette più di tanto nell’andamento delle azioni. Ciò, alla luce delle complesse vicende che hanno interessato questi asset (petrolio in testa) potrebbe essere considerato quasi un bene. Da qui, la tendenza alla stabilità (sempre rispetto ai canoni di un titolo azionario) delle azioni Snam. 

Uno strumento per monitorare la quotazione di Snam

Monitorare la quotazione Snam è il primo passo per praticare del buon trading. E’ infatti di fondamentale importanza avere, in ogni momento, il polso della situazione, sapere dove si trova il prezzo, seguirne il trend. Conoscere solo il prezzo, e limitarsi ad esso, non è una buona scelta. E’ necessario contestualizzare numeri e cifre, oscillazioni, rally e svalutazioni.

Qui di seguito forniamo uno strumento utile per monitorare il prezzo delle azioni Snam, anche e soprattutto in una prospettiva di confronto con le performance del passato. Un grafico sì minimale, ma di immediata comprensione, che offre informazioni utili anche con un solo colpo d’occhio. Un grafico che ripercorre i movimenti degli ultimi cinque giorni, dell’ultimo mese, dell’ultimo trimestre, degli ultimi sei mesi e via proseguendo (un anno, due anni, cinque anni, dieci anni).

Come fare trading sul titolo Snam: i due approcci

Come comprare le azioni Snam? Come venderle e generare profitto? Insomma, come fare trading? Ebbene, per rispondere a questa domanda è necessario esplorare le due modalità principali attualmente a disposizione: il trading diretto e il trading indiretto.

Il trading diretto consiste nell’acquisto e nella vendita di azioni reali. In questo caso, all’acquisto segue una detenzione effettiva dell’asset. Ciò pone in essere alcuni vantaggi e alcuni svantaggi. Anzi, il vantaggio è essenzialmente uno: la possibilità, se si rispettano certi requisiti (di norma di carattere temporale), di godere dei dividendi. In questo modo, è possibile fare profitto non solo sulla differenza tra il prezzo di vendita e il prezzo di acquisto, ma anche sul semplice possesso del titolo azionario. Questa possibilità è preclusa se però si pratica il trading speculativo propriamente detto, magari veloce, insomma se si compra e si acquista a un ritmo sostenuto.

Uno svantaggio del trading diretto è il costo. Le commissioni, di norma, sono abbastanza elevate. Ciò è vero a prescindere dall’intermediario, che può essere bancario-istituzionale o corrispondere a un broker retail. Si segnala anche una certa lentezza delle transizioni, che rende difficile il trading veloce anche qualora si rinunciasse ai dividendi. 

Discorso radicalmente diverso per il trading indiretto. Con questa espressione si intende il trading per mezzo di prodotti derivati. Essi in qualche modo rappresentano l’asset, e permettono di generare profitti sui movimenti di prezzo. Tuttavia, acquistare un prodotto derivato è diverso dall’acquisto dell’asset reale. Nel caso delle azioni, per esempio, in alcun modo è possibile godere dei dividendi.

In un certo senso, però, è questo l’unico vero difetto dei prodotti derivati. Per il resto, sono sensibilmente più rapidi, dunque possono essere impiegati per il trading veloce, persino per lo scalping. Inoltre, sono di gran lunga meno costosi. Le commissioni sono leggere, e in alcuni casi nemmeno vengono imposte (sono azzerate). Non è un caso, dunque, che molto trader speculativi preferiscano questa modalità.

Si fa presto a dire trading indiretto. In realtà, le possibilità sono numerose, tante quanto sono le tipologie di prodotti derivati. In linea di massima, però, la scelta si restringe a Future e CFD.

I Future sono prodotti derivati emessi da realtà istituzionali, dai sistemi pubblici e ufficiali di intermediazione. Si caratteristico per le garanzie di sicurezza, che sono eccellenti. Tuttavia, essendo più complessi da realizzare, soprattutto dal punto di vista burocratico, i Future sono relativamente pochi. Per il medesimo motivo, sono anche discretamente costosi. Certo, meno del trading diretto, ma comunque le commissioni si fanno sentire.

I CFD invece sono emessi dai broker retail. Per tale motivo, sono definiti come strumenti Over The Counter. Non sono sottoposti a una regolamentazione particolare e specifica. Tuttavia, ciò non significa che non siano sicuri. A essere regolamentati, per giunta in modo piuttosto severo, sono i broker che li emettono. A conti fatti, non ci sono grosse differenze per quanto concerne le garanzie di sicurezza tra Future e CFD.

Inoltre, i CFD sono di norma più agili e meno costosi. Le commissioni sono basse, e spesso e volentieri mancano del tutto, sostituite da comodi e più sopportabili spread. Essendo più “easy” da creare, sono anche più numerosi. Non è raro che un broker metta a disposizione centinaia di CFD.

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L’importanza di scegliere un buon broker

Propedeutica a una pratica profittevole del trading è la scelta del broker. Questo passaggio viene spesso sottovalutato. Anzi, si tende a pensare che un broker valga l’altro. La verità è radicalmente diversa. I broker si differenziano per la qualità dei servizi, per la loro varietà, per la capacità di fornire supporto e persino assistere i trader. Se non altro, disegnano l’ambiente entro cui il trader opera, ambiente che può essere confortevole o di contro pieno di ostacoli e difficoltà.

Non è solo una questione di sicurezza. Individuare un broker sicuro, sfuggire alle truffe, è tutto sommato semplice. E’ sufficiente verificare il possesso delle licenze erogate dagli enti regolatori (che tra l’altro sono obbligatorie). Discorso radicalmente diverso è individuare un broker di qualità. Dall’esterno, infatti, sembrano tutti capaci di fregiarsi della qualifica di “migliore”. Il consiglio è di tagliare la testa al toro, di non perdersi in lunghe sessioni di valutazione: affidatevi a Plus500, che è uno dei broker più importanti e famosi al mondo.

Cosa offre Plus500

La fama di Plus500 è giustificata dall’elevata qualità dei suoi servizi. Essa è testimoniata dai feedback degli utenti, che sono generalmente molto positivi.

Di Plus500, almeno inizialmente, stupisce l’offerta. Infatti mette a disposizione centinaia di CFD, i quali afferiscono alle asset class più disparate: dal Forex alle materie prime, agli energetici alle azioni, passando per gli indici e le criptovalute. Ovviamente, grazie a Plus500, è possibile comprare azioni di Snam e venderle (ovviamente, sotto forma di CFD).

Un altro punto a favore di Plus500 è la totale assenza delle commissioni. Esatto, per fare trading con Plus500 non è necessario pagare alcuna commissione. Esse sono sostituite da comodi spread, che hanno una probabilità di gran lunga minore di erodere i profitti dei trader. Gli spread, per inciso, sono variabili, cambiano in base alle caratteristiche e alle performance degli asset.

Chi fa trading con Plus500, poi, può operare in leva. Si tratta di uno strumento molto complesso, è bene ricordarlo, ma Plus500 lo gestisce con equilibrio e nel pieno rispetto della normativa.

Plus500 si fa apprezzare, infine, per il servizio di assistenza, che può essere raggiunto attraverso una pluralità di canale. Buona, infine, l’offerta di piattaforme e di account. La prima vede come protagonista MetaTrader, e alcune versioni per mobile. La seconda è molto variegata, e permette a ciascun trader di sentirsi a proprio agio.

Plus500 mette a disposizione un account demo. Si tratta di una soluzione che consente di fare pratica senza mettere a rischio il capitale. L’account infatti simula l’attività di trading. Il mercato è reale, denaro e operazioni non lo sono. Un’opportunità insostituibile per completare il proprio percorso di formazione e per aumentare le chances di profitto. Per inciso, l’account demo è una risorsa molto utile per chi vuole provare una nuova strategia o familiarizzare con i servizi di Plus500.  

Come fare trading con Plus500

Un altro punto di forza di Plus500 è l’accessibilità. Svolgere operazioni, erogare ordini con Plus500 è molto facile. Ecco i passaggi necessari.

  • Selezionare il CFD. E’ possibile selezionarlo da una lista o dalla categoria preferiti. 
  • Cliccare Acquista o Vendi. Nel contempo, va impostato l’importo.
  • Gestire funzionalità aggiuntive. Questo passaggio è consigliato, ma non obbligatorio. Tra le funzionalità aggiuntive spiccano gli ordini stop e gli ordini profit. I primi rappresentano un meccanismo di sicurezza per contenere le perdite; i secondi rappresentano una risorsa per passare all’incasso prima che il mercato cambi direzione. Un’altra funzionalità interessante è quella che prende il nome di “only buy when rate is”, con cui è possibile condizionare l’entrata nel mercato al raggiungimento di un dato prezzo.

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I CFD sono strumenti complessi e presentano un rischio significativo di perdere denaro rapidamente a causa della leva finanziaria. Il 72% dei conti degli investitori al dettaglio perdono denaro a causa delle negoziazioni in CFD con questo fornitore. Assicuratevi di conoscere il funzionamento dei CFD e di potervi permettere di correre questo alto rischio di perdere il vostro denaro.

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