Come comprare azioni Terna e trarne profitto: una guida esclusiva

Come comprare azioni Terna? Se lo chiedono coloro che intravedono in questa società una opportunità di profitto. E in effetti un’opportunità di profitto può esserlo per davvero, vista la solidità di Terna e le sue performance nel mercato azionario (oltre che nel mercato di riferimento).

Ne parliamo in questo articolo, fornendo una guida breve ma esaustiva per comprare azioni Terna, venderle se necessario e porre le basi per la realizzazione di un profitto. Offriremo una panoramica sulla società, sui market mover che ne muovono le quotazioni. Infine, esploreremo un tema molto spesso trascurato: la scelta del broker.

Un focus su Terna

Terna è una società che si occupa principalmente della realizzazione e della gestione delle reti elettriche. E’ – con grande distacco – la più importante d’Italia e una delle più rilevanti d’Europa. Attualmente, si occupa di quasi 75mila chilometri di linee elettrica in alta tensione.

Storicamente, è stata una controllata dell’Enel. Nell’ambito delle liberalizzazioni varate nei primi anni 2000, è stata quotata in borsa ed Enel è diventato un “semplice” azionista di riferimento. Tuttavia, nel corso degli anni Enel ha diminuito la sua presenza in Terna, fino a coprire il 30%. 

Oltre ai quasi 75mila chilometri di linee, gestisce quasi 900 stazioni di riferimento e di smistamento, 3 centri di teleconduzione, 26 linee di interconnessione con l’estero e il celebre SAPEI, il cavo sottomarino più profondo del mondo. Quest’ultimo, per inciso, è lungo 435 km e si caratterizza per una potenza di 1000 MW.

Nel 2020 Terna ha registrato un fatturato di 2,513 miliardi di euro e un utile di 785 milioni di euro. 

Perché comprare azioni Terna

Perché investire su Terna? Quali sono le motivazioni che spingono a comprare le azioni Terna, venderle, insomma… Basarci la propria attività di trading? In realtà, i motivi sono numerosi.

E’ una società in salute. Lo si nota già a uno sguardo superficiale, dando un’occhiata ai dati di fatturato e utile. Quelli del 2020 segnalano un aumento rispettivamente del 10% e del 4% su quelli dell’anno precedente. A loro volta, i dati del 2019 segnalavano un aumento rispetto a quelli del 2018 e via discorrendo. Dunque, Terna non è solo in salute, è anche in crescita. A incidere, un modello di business efficacia e una particolare prudenza da parte della dirigenza.

Gode di una forte partecipazione pubblica. Molti pensano alla partecipazione pubblica come a un fardello, un limite per l’espansione societaria e un fattore negativo per le performance aziendali. Se è così, di certo Terna fa eccezione, a giudicare dai risultati che la società ha raggiunto. Inoltre, la partecipazione statale, come minimo a livello finanziario, è sinonimo di sicurezza. Un fallimento di Terna è improbabile se non impossibile, anche solo a livello teorico.

Ha un sistema di remunerazione efficace. Il meccanismo con il quale Terna viene remunerata per l’uso della rete elettrica da lei costruita e gestita è piuttosto complesso, ma è anche molto efficace. Nello specifico, il meccanismo si basa su un tariffario elaborato dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambienti, il quale viene aggiornato ogni quattro anni.

La volatilità è ben bilanciata. Un titolo azionario dovrebbe essere volatile, ma non troppo volatile. Le oscillazioni di prezzo consentono di generare surplus allettanti, ma è ovvio che oscillazioni frequenti e profonde rappresentano un limite, un ostacolo e un rischio per gli investitori. Da questo punto di vista, Terna traccia il quadro ideale. Tende alla volatilità, sì, ma in modo equilibrato, funzionale a una efficace attività di trading. 

Il trend è in linea di massima positivo. A prescindere dalle oscillazioni e dalla volatilità, se si applica una prospettiva molto ampia, si nota che le azioni di Terna sono inserite in un trend di crescita. Basti pensare che alla fine del 2016 un’azione Terna valeva 3,90 euro mentre attualmente, a fine marzo 2021, vale circa 6,50 euro. Ovviamente ha sofferto come tutti la crisi del coronavirus, soprattutto durante le settimane immediatamente successive allo scoppio della pandemia. Nello specifico, è passata da 6,60 euro a 4,90 euro nel giro di un paio di settimane. Tuttavia, ha recuperato dopo appena un paio di mesi.

I market mover dell’azione Terna

Quali sono i market mover di Terna? Rispondere a questa domanda significa porre le basi per un trading efficace. D’altronde, l’analisi è una componente importante, forse la più importante per un trader, e non è possibile produrre un’analisi degna di questo nome senza conoscere i fattori che impattano sui prezzi degli asset con cui si commercia.

Tra i market mover più importanti spiccano i dati che giungono dall’economia reale. Infatti, Terna guadagna sul consumo di energia elettrica, e il consumo di energia elettrica dipende da fattori “concreti”: come l’attitudine alla spesa delle famiglie, le performance dell’industria etc. Dunque, se l’economia cresce, la produzione si espande, il potere di acquisto acquista, Terna ne trae beneficio, e con essa anche le sue azioni. Discorso opposto se l’economia è in contrazione. Dunque, occhio a quanto accade nell’economia reale.

Un altro market mover riguarda la questione geopolitica. I rapporti tra gli stati incidono sugli accordi commerciali per l’approvvigionamento di energia, e questi incidono indirettamente (ma nemmeno così indirettamente) sul margine di guadagno di Terna. Dunque, un po’ come accade per tutte le società che a vario titolo operano nel mercato dell’energia, monitorate anche le notizie di questo tipo.

Il market mover più importante rimane comunque lo stato finanziario della società. Ovviamente, non è un’esclusiva di Terna. Questa dinamica riguarda tutte le azioni quotate in borsa. Ma tant’è: è necessario verificare e monitorare i dati sul fatturato, sugli utili, sul patrimonio. E’ bene analizzare e seguire con attenzione anche i parametri che rivelano la stabilità creditizia, come Ebitda e il CET1 Ratio. 

Ovviamente, vanno monitorate anche tutte le news che riguardano la struttura societaria, come i cambi al vertice, le modifiche alla composizione dirigenziale etc. Anche queste dinamiche sono condivise da tutte le azioni quotate in borsa. 

Terna quotazione in tempo reale

Un altro passaggio propedeutico a una buona attività di trading è il monitoraggio del prezzo. Non basta conoscere il prezzo, bisogna anche avere consapevolezza del suo percorso del tempo. Da qui la necessità di analizzare il prezzo all’interno di un grafico che possa offrire informazioni precise su questo è accaduto in passato, sui trend etc. 

Le due modalità principali per fare trading

Come fare trading? Come investire? Da questo punto di vista, come da tanti altri, le azioni Terna non si differenziano dalle altre azioni. Le modalità principali sono due: trading diretto e trading indiretto.

Il trading diretto è quello più conosciuto, più praticato dal bacino dei “non investitori”, ovvero dei risparmiatori che vogliono semplicemente preservare e mettere a reddito il capitale, senza speculare granché. D’altronde, è il metodo che le banche sottopongono ai propri clienti. Consiste, molto banalmente, nell’acquisto di azioni e nella loro vendita non immediata, ma a data da destinarsi, ovvero quando è stato raccolto sufficiente surplus. Lo scopo di questo metodo è godere dei dividendi che le società emittenti concedono. E’ anche un metodo che si addice al trading veloce, speculativo. In primis perché le transazioni sono generalmente lente, in secondo luogo perché esse impongono una spesa per commissioni piuttosto alta.

Discorso radicalmente diverso per il trading indiretto. In questo caso, non si scambia l’asset reale, bensì un prodotto derivato. Non si posseggono le azioni, dunque non si può godere dei dividendi. Questo è un difetto, ma è sostanzialmente l’unico difetto di questo metodo. Grazie al trading con i prodotti derivati, infatti, è possibile comunque trarre profitto dai movimento di prezzo delle azioni (come di qualsiasi altro asset), che per l’occasione fungono da sottostanti. Inoltre, le transazioni sono molto più rapide, adatte a un trading speculativo. Le commissioni sono in genere molto basse, in alcuni casi addirittura assenti e sostituite da più comodi e “innocui” spread.

Quale prodotto derivato? La scelta in genere è tra Future e CFD. I primi sono prodotti “istituzionali” emessi da enti ufficiali, regolamentati uno per uno. Tuttavia, sono leggermente più lenti rispetto alla loro controparte e anche più costosi. Inoltre, sono minori di numero, proprio perché l’emissione di nuovi CFD presuppone una trafila burocratica per l’autorizzazione non indifferente.

I CFD sono Over The Counter, dunque non hanno carattere di ufficialità. Tuttavia, non sono meno sicuri. Se non altro, perché a essere severamente regolamentati sono gli emittenti, ovvero i broker stessi. Non è un caso che nella stragrande maggioranza dei casi i trader preferiscano i CFD ai Future.

La scelta del broker

Ecco all’argomento conclusivo, la scelta del broker. E’ un passaggio che viene spesso sottovalutato. Infatti, si tende a credere che un broker valga l’altro. D’altronde, sono tutti intermediari. Il fatto è che non sono solo intermediari. In un certo senso, disegnano l’ambiente entro cui l’utente opera, un ambiente che può essere comodo o irto di ostacoli.

Trovare un broker onesto è semplice, basta verificare il possesso della relativa licenza. In questo modo, si evitano agilmente le truffe. 

Trovare un broker veramente di qualità, o di qualità superiore alla media, è tutt’altro discorso. Occorre guardare a numerosi fattori, alcuni dei quali comprensibili solo dopo un utilizzo intensivo. Il consiglio è di tagliare la testa al toro e di puntare direttamente a quanto di meglio c’è sul mercato: Plus500.

Un focus su Plus500

Plus500 è uno dei broker più famosi in assoluto. La fama è meritata, almeno a giudicare dalla soddisfazione degli utenti e dalla qualità dei suoi servizi, decisamente superiore alla media.

Uno dei punti di forza di Plus500 è l’offerta, che è letteralmente sterminata. Mette a disposizione centinaia e centinaia di CFD, afferenti alle asset class più disparate. Ovviamente, all’interno dell’offerta sono comprese anche le azioni Terna. 

Un altro elemento che gioca a favore di Plus500 è l’approccio ai costi, che è straordinariamente accomodante. In buona sostanza tradare con Plus500 non è solo potenzialmente profittevole ma anche conveniente. Il riferimento è al deposito minimo iniziale basso, alla portata di tutti. Il riferimento è soprattutto alle commissioni che… Semplicemente non esistono. Infatti, esse sono sostituite dagli spread, che non rischiano di erodere i profitti. Va detto che sono comunque variabili, nello specifico in base alle caratteristiche dell’asset e alle sue performance. 

Con Plus500 è possibile operare in leva. Uno strumento molto particolare, ma concesso entro i limiti definiti dalla legge. 

Un altro punto di forza di Plus500 riguarda la formazione e l’assistenza. Mette a disposizione interessanti contenuti didattici, utili non solo ai neofiti ma anche e soprattutto agli esperti. Per quanto concerne l’assistenza, essa è presente in tantissime lingue, può essere raggiunta da numerosi canali ed è veramente di qualità.

Infine, Plus500 mette a disposizione anche un account Demo. Si tratta di un account che simula quello reale: si fa trading nel mercato reale, ma… Senza farlo realmente. E’ uno strumento inestimabile per fare pratica non solo con il trading in generale, ma anche con la piattaforma o con eventuali nuovi approcci e strategie. 

Fare trading con Plus500 è semplicissimo. Il merito va a un’interfaccia accessibile. In pochi passaggi è possibile fare di tutto: scegliere l’asset, l’importo, persino Stop Loss e Take profit. Molto interessante è anche la funzionalità aggiuntiva “Only buy when rate is”, che permette di condizionare  l’entrata nel mercato al raggiungimento di un dato prezzo.

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I CFD sono strumenti complessi e presentano un rischio significativo di perdere denaro rapidamente a causa della leva finanziaria. Il 76,4% dei conti degli investitori al dettaglio perdono denaro a causa delle negoziazioni in CFD con questo fornitore. Assicuratevi di conoscere il funzionamento dei CFD e di potervi permettere di correre questo alto rischio di perdere il vostro denaro.