Come comprare azioni Exxon Mobil?

Come comprare azioni Exxon Mobil ? Se lo chiedono coloro che intravedono in questa famosa compagnia petrolifera un’occasione di guadagno. Potrebbe essere una speranza ben riposta, dal momento che Exxon Mobil fa parte delle “big four”, ovvero le quattro compagnie petrolifere più importanti del pianeta. Anzi, vanta alcuni primati anche rispetto alle rivali, soprattutto per quanto concerne fatturato e utili.

Nell’articolo che segue forniremo una panoramica di Exxon Mobile, parlando della sua storia, delle sue performance nel mercato di riferimento. Offriremo anche qualche consiglio per trarre il meglio dai suoi titoli azionari, descrivendo le modalità con cui è possibile farci del buon trading. Infine, affronteremo una questione spinosa per qualsiasi trader: la scelta del broker. 

Qualche informazione utile su Exxon Mobil

Come tra l’altro suggerisce il nome, Exxon Mobil è il risultato della fusione di due aziende. Per la precisione, di Exxon e Mobil, avvenuta il 30 novembre del 1999. Entrambe queste aziende discendono direttamente (o quasi) dalla Standard Oil, una delle prime compagnie petrolifere ad acquisire una rilevanza mondiale. La Exxon, ufficialmente Exxon Chemical Company, è stata per qualche decennio tra i leader nella produzione di alcheni, polietilene e poilipropilene. La Mobil, invece, si è imposta nella produzione e nella distribuzione di benzina.

La fusione del 1999 ha trasformato la Exxon Mobil nella seconda compagnia petrolifera a livello mondiale per fatturato, seconda solo a Shell. Nonostante alcuni scandali, come quelli che hanno visto protagonista il distretto di Washington, che nel 2001 ha fatto causa alla compagnia per alcune “distorsioni” nella gestione dei dipendenti in zone estere, Exxon Mobil è cresciuta durante primi decenni del XXI secolo.

Il risultato di ciò è dato da performance eccellenti dal punto di vista economico. Basti pensare nel 2018 Exxon Mobile ha fatturato qualcosa come 279 miliardi di dollari, una cifra paragonabile al PIL di uno stato di media grandezza. L’utile, invece, ha sfiorato i 21 miliardi di dollari. Attualmente, Exxon Mobil si fregia del contributo di 71.000 dipendenti. In Europa è conosciuta come Esso, mentre altrove conserva ancora il marchio “Mobil”.

3 motivi per investire su Exxon Mobil

Ci sono svariati motivi per investire su Exxon Mobil. In primo luogo, perché è un’azienda florida. D’altronde, è riuscita a sopravvivere quasi indenne a uno scandalo ambientale e a uno scandalo legale. Ovviamente, la floridezza di Exxon Mobil è testimoniata soprattutto dai già citati dati economici, che segnalano una presenza nei mercati di tutto il mondo abbastanza pervasiva, che non ha nulla da invidiare a quelle delle altre big four (compresa la Shell, che è la compagnia petrolifera più grande del mondo).

Alla stregua di altre società del medesimo comparto, poi, le azioni Exxon Mobil sono abbastanza leggibili. Con ciò non vogliamo intendere che le loro quotazioni siano facili da prevedere. D’altronde, stimare con esattezza quanto costerà un titolo azionario nel futuro più o meno immediato è difficile, se non impossibile. Tuttavia, è innegabile che le azioni Exxon Mobil siano legate a una serie di market mover che prestano il fianco a interpretazioni oggettive, e i cui esiti possono essere previsti con un margine di errore sufficientemente basso. Questa, va detto, è una caratteristica condivisa da molti player del contesto petrolifero.

Un altro motivo risiede nella volatilità delle azioni Exxon Mobil. A guardare il grafico a cinque anni, le azioni Exxon Mobil sembrano incanalate in un trend discendente che dura da moltissimo tempo. Va detto, però, che il punto di partenza era molto alto. Inoltre, il trend non è necessariamente un fattore chiave. Anzi, se intendete praticare del trading a breve termine, dunque speculativo, il fattore principale è dato dalle oscillazioni di prezzo… E quelle di Exxon sono frequenti, in alcuni casi addirittura profonde.

Ad ogni modo, le azioni Exxon Mobil hanno subito un crollo alla fine del primo trimestre 2020, dovuto all’esplosione della pandemia. Non si sono riprese del tutto, ma dopo qualche settimana di sbandamento hanno intrapreso la strada della rivalutazione. Dunque, ci sono tutti i presupposti affinché le azioni possano tornare alle quotazioni pre-crisi, che si attestano sicuramente al di sopra dei 60 dollari. 

I market mover delle azioni Exxon Mobil

Conoscere i market mover delle azioni Exxon Mobil è fondamentale, se si intende fare trading con cognizione di causa su questo titolo azionario. Non che sia particolarmente complicato ragionare sui market mover, almeno in questo caso. Come già accennato, le azioni Exxon Mobile sono piuttosto leggibili.

Performance della compagnia. Come qualsiasi titolo azionario che si rispetti, a incidere sulle performance sono anche e soprattutto i dati economici, ovvero le performance nel mercato di riferimento. E’ ovvio: un’azienda in salute, che mette a segno un buon fatturato e incassa degli utili significativi, si distinguerà per un titolo azionario in ascesa. L’analisi delle performance economiche non è un gioco da ragazzi, si tratta di analizzare una grande quantità di dati. Allo stesso tempo, è alla portata di tutti, in quanto le aziende per essere quotate in borsa devono rendere pubblica tutta una serie di informazioni sul proprio conto.

I dati delle economie reali. Exxon Mobil è una società petrolifera, e in quanto tale si avvantaggia di una domanda sostenuta di petrolio e derivati del petrolio. Ora, questa domanda dipende dalle performance delle economie reali o, per meglio dire, è legata a doppio filo con esse. Un’economia in crisi si caratterizza per un sistema produttivo meno attivo, per una contrazione dei consumi più o meno marcata etc. Di conseguenze, diminuisce la domanda di petrolio che, al netto delle legittime rivendicazioni ecologiste, è ancora il motore del mondo, e lo sarà per molto tempo.

Il prezzo del petrolio. Va da sé che il prezzo del petrolio influisce in primis sui guadagni di Exxon Mobil, come di qualsiasi altra compagnia petrolifera, e in primis sulla quotazione delle sue azioni. Il prezzo del petrolio è una questione spinosa, anche perché estremamente volatile. Esso dipende, appunto, dalla domanda del petrolio ma può subire un impatto diretto dalle deliberazioni dell’OPEC. Di norma, quando il prezzo dell’oro nero è inserito in un trend profondamente discendente, l’OPEC interviene tagliando la produzione. Si tratta di un tentativo (alcune volte riuscito altre volte no) per diminuire l’offerta e riequilibrare il rapporto di quest’ultima con la domanda.

Prevedere le deliberazioni dell’OPEC è facile solo sulla carta. Benché siano chiari gli obiettivi di ciascuna riunione, le decisioni possono riservare sorprese. Anche perché esse sono frutto di un accordo, di un compromesso tra i vari player in campo.

Come investire sulle azioni Exxon Mobil

Come per qualsiasi altro titolo azionario, chi vuole investire sulle azioni Exxon Mobil deve compiere una scelta (anzi più d’una).

Nello specifico, deve scegliere tra trading diretto e trading indiretto. Nel primo caso, si acquistano le azioni, le si detengono per un tempo più o meno lungo, o almeno fino a quando non si è in grado di ricavare un surplus degno di questo nome e, soprattutto, dell’attesa. Nel frattempo, l’investitore, che è a tutti gli effetti un azionista, gode degli eventuali dividendi. Questo metodo è il più utilizzato, in special modo dai classici risparmiatori. Spesso e volentiere è proposto direttamente dalle banche. Tra i talloni di Achille, le commissioni elevate.

Il trading indiretto, invece, consiste nell’impiego di strumenti derivati, che hanno come sottostante proprio le azioni in questione. Questo metodo consente un trading rapido, spesso meno costoso. Permette, in estrema sintesi, di godere delle oscillazioni di prezzo senza subire gli svantaggi di un possesso reale dell’asset. Ovviamente, chi opta per il trading indiretto, non gode dei benefici dell’azionista classico. Per esempio, non riceve alcun dividendo. D’altronde, non possiede realmente le azioni!

Gli strumenti derivati più amati dai trader sono i Future e i CFD. A primo acchito potrebbero sembrare simili, anzi identici, ma si caratterizzano per alcune differenze significative. 

I Future sono emessi da realtà istituzionali, mentre i CFD sono emessi direttamente dai broker (infatti, sono Over The Counter).

I Future sono presenti in un numero tutto sommato ridotto, mentre i CFD sono molti di più. D’altronde, i CFD, per essere immessi sul mercato, non devono sorbirsi una grande trafila burocratica.

I Future, per questo motivo, presentano commissioni spesso elevate. I CFD invece impongono commissioni più basse. Anzi, spesso non impongono alcune commissioni (che quindi sono sostituiti dai classici spread).

Che i Future nascano sotto l’egida di un’istituzione, non significa che siano necessariamente più sicuri dei CFD. Anche questi ultimi possono offrire delle importanti garanzie di sicurezza. I CFD, di per sé, non saranno regolamentati, ma i broker che lo emettono lo sono, e spesso in maniera parecchio stringente. 

In virtù del costo minore e di un’offerta ampia, i CFD sono spesso preferiti ai Future. Non stupisce, dunque, che negli ultimi anni siano aumentati i CFD in circolazione, come anche i broker che li mettono a disposizione. Ciò da un lato aumenta le possibilità a disposizione del trader, ma dall’altro pone in essere un certo disorientamento. 

La questione del broker

Last but not least, la questione del broker. E’ una questione spinosa, anche perché dal broker dipendono molte delle speranze di profitto. Non perché il broker debba “regalare qualcosa”, o favorire un trader a discapito di un altro, quanto per l’impatto tecnico che esercita sulla pratica dell’investimento speculativo. In parole povere, il broker disegna l’ambiente di trading. Ambiente che può essere comodo e ricco di strumenti, come anche “scomodo” e povero di accessori.

Individuare un broker onesto è semplice, d’altronde è sufficiente verificare il possesso della licenza. Individuare un broker di qualità è già più complesso. Noi vi consigliamo di tagliare la testa al toro e di optare per uno dei migliori broker in circolazione, Plus500. Ecco cosa offre.

Cosa offre Plus500

Plus500 è uno dei broker CFD più famosi. Non è un caso: la fama procede alla qualità dei suoi servizi, che sono di gran lunga superiori alla media. A testimoniarlo, la quota sempre più ingente di trader che si affida a questo broker. 

Uno dei punti di forza di Plus500 è l’ampiezza dell’offerta, che mette a disposizione dei trader una quantità abnorme di CFD. Tra questi, ovviamente, spicca quello delle azioni Exxon Mobil. Dunque, se volete fare trading con questa compagnie petrolifera, Plus500 potrebbe fare per voi.

A questo pregio se ne accompagna un altro, davvero “disruptive”, dirompente per gli effetti che genera per la pratica del trading: le commissioni sono azzerate. Esatto, chi trada con Plus500 non deve corrispondere alcuna commissione. Ovviamente, essa è sostituita da uno spread, che varia in base alla liquidità dell’asset e ad altri criteri.

Plus500 permette di operare in leva, che è uno strumento potenzialmente utile (ma anche rischioso). Ad ogni modo, la leva messa a disposizione da questo broker rispondere a tutti i requisiti imposti dalle autorità di vigilanza. 

Da segnalare è anche il servizio di assistenza, che si pone al fianco del trader ed è pronto a sciogliere qualsiasi dubbio di natura tecnica.

Infine, si segnala una certa semplicità di utilizzo. Tradare con Plus500 non è un gioco da ragazzi, sia chiaro, anche perché il mercato è un luogo complesso, irto di ostacoli. Di certo, però, il trading con Plus500 è accessibile. Tutti possono iniziare, e lo possono fare agevolmente, in pochi clic.

Come fare trading con Plus500

Alla luce di ciò, descriveremo il procedimento per mettere a segno un trade con Plus500. Ecco cosa dovrete fare. 

Cercare l’asset. Si parta semplicemente cercando e selezionando l’asset su cui si intende investire.

Cliccare Acquista o Vendi, a seconda se si voglia andare long o short. In questa fase, va inserito l’ammontare dell’investimento.

Selezionare ordini Stop. Si tratta di una opzione facoltativa ma incredibilmente utile per uscire dalla posizione in automatico se questa ha generato troppe perdere. 

Selezionare ordini Profit. E’ una opzione simile, ma che si attiva nella situazione opposta: ovvero quando l’asset ha raggiunto un certo prezzo e la posizione ha acquisito un certo guadagno. Lo scopo è chiudere la posizione prima di una inversione ed evitare, così, che il guadagno si disperda.

Selezionare l’opzione “Only buy when rate is”. Anche questa è una opzione facoltativa, ma molto utile: permette di entrare in automatico quando l’asset raggiunge una certa quotazione. 

Come vedete, è tutto molto semplice. 

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DATI MERCATO AGGIORNATI

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I CFD sono strumenti complessi e presentano un rischio significativo di perdere denaro rapidamente a causa della leva finanziaria. Il 76,4% dei conti degli investitori al dettaglio perdono denaro a causa delle negoziazioni in CFD con questo fornitore. Assicuratevi di conoscere il funzionamento dei CFD e di potervi permettere di correre questo alto rischio di perdere il vostro denaro.