Conversione energetica: la IEA manifesta scetticismo sui piani di Biden

18.05.2021. Il piano di Biden per la conversione energetica degli Stati Uniti è molto ambizioso, questo è sotto gli occhi di tutti. Attorno alla sua presentazione, però, è gravitato uno spiccato entusiasmo e un’altrettanto significativa fiducia. Ma è veramente realizzabile? La IEA ha i suoi dubbi. Ecco quali.

Le scadenze stringenti del Green New Deal americano

Il Green New Deal progettato da Joe Biden, presidente degli Stati Uniti, punta a una pressoché completa conversione energetica del paese, che dovrebbe abbandonare le fonti fossili a breve. Ovviamente, quando si parla di pianificazioni così complesse, tempi brevi significano decenni.

Per la precisione, il piano punta all’uso esclusivo di fonti non fossili per la produzione di elettricità entro il 2035. Dunque poco più di una dozzina di anni separano gli Stati Uniti da un traguardo epocale. 

L’opinione della International Energy Agency

Uno dei compiti della International Energy Agency, più conosciuta come IEA, è esprimere opinioni qualificate circa la fattibilità dei piani. A lei è deputata la parte tecnica, che prevede calcoli e studi sulle proiezioni. Ebbene, di recente ha passato al setaccio il Green New Deal di Biden e ha raccolto evidenze poco confortanti. Ne è risultato un lungo documento, ovvero il rapporto sul “Ruolo dei materiali critici nella transizione verso l’energia pulita”.

Tale rapporto fa il punto sulle materie prime necessarie per rendere semplicemente possibile la conversione. Ebbene, stando agli obiettivi di Biden, la riconversione negli USA farebbe letteralmente esplodere il fabbisogno di materiali “critici”. Per esempio, la domanda di litio salirebbe al 4200%, la domanda di grafite aumenterebbe del 1900% e quella di nickel del 700%. Il tutto entro il 20340.

La IEA ha poi sottolineato un aspetto che, in realtà, è piuttosto trascurato: la produzione di automobili da fonti rinnovabili richiede un impiego di materiali “critici” superiore di sei volte rispetto alla produzione di vetture convenzionali. Ha infine messo in guardia sui rischi legati all’estrazione di questi materiali, riguardanti principalmente l’uso intensivo e forse insostenibile di acqua. 

Insomma, il piano di Biden forse è meno realistico di quanto ci si potesse immaginare. Dunque, il petrolio potrebbe conservare lo status di “standard energetico” per ancora molto tempo.

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