Gli utili in rosso di Exxon Mobil rivelano la debolezza del mercato petrolifero

03.02.21. Exxon Mobil fa segnare il primo rosso della sua storia moderna. Una notizia grave in senso assoluto, molto meno in senso relativo. Anche perché io risultato era ampiamente atteso, alla luce di quanto accaduto nello scorso anno (e che sta accadendo tutt’ora).

Exxon è intenzionata però a trasformare questa performance negativa in un mero incidente di percorso, e sta progettando alcune interessanti novità per il prossimo futuro, alcune in grado di spiazzare analisti e investitori. 

Il drammatico 2020 di Exxon Mobil

Il 2020 è stato un anno complesso per molti, anche per le multinazionali. Ma se alcune hanno giovato della drammatica congiuntura, altre ne hanno sofferto, e parecchio. Tra queste spiccano proprio i colossi impegnati a vario titolo nel petrolifero. Che Exxon Mobil potesse “fare male” c’era da aspettarselo, che potesse fare così male non era affatto scontato. Ma la performance negativa sta tutti lì, nei numeri del quarto trimestre. Nello specifico, ha fatto registrare una perdita netta negli utili di 20,07 miliardi di dollari rispetto allo stesso periodo del 2019. Ciò significa una perdita di 4,70 dollari per azione. 

Exxon Mobil è consapevole della gravità della situazione, anche perché a conti fatti si tratta del primo utile in rosso della sua storia moderna, ovvero dalla fusione tra Exxon e Mobil, avvenuta nel 1999. Tale consapevolezza è testimoniata, tra le altre cose, dalle parole dell’amministratore delegato di Exxon Mobil Darren Woods.

In un suo comunicato, infatti, si legge che “L’anno scorso ha presentato le condizioni di mercato più difficili che Exxon Mobil abbia mai sperimentato”. A qualcuno queste dichiarazioni potrebbero sapere di giustificazione, ma non c’è dubbio che corrispondano al vero. Nel 2020 la domanda di petrolio è letteralmente crollata, e l’ha fatto con un’intensità superiore ai peggiori momenti della crisi economica del 2008. 

Le prospettive non sono necessariamente buone. Anzi, per ora non si profila un cambiamento radicale di queste “condizioni”. L’era dei lockdown “duri”, che coinvolgono anche le industrie, è forse finita, ma ciò non toglie che la domanda di petrolio sia ancora in estrema difficoltà. Gli analisti, gli investitori e i policy maker prevedono una domanda di oro nero in affanno, e tutt’al più in lieve crescita, per questo 2021.

Le contromosse di Exxon

I pessimi dati del 2020 non dovrebbero rappresentare un freno per Exxon Mobil, anzi. Nello stesso comunicato, l’amministratore delegato ha annunciato la nascita di un progetto ambizioso, la composizione di una nuova business unit: ExxonMobil Low Carbon Solutions. La nuova divisione si occuperà di progetti di cattura CO2 in giro per il mondo, che rivenderà ad altre aziende. 

Tale decisione si inserisce nel solco della transizione energetica, tema sempre controverso quando si parla di colossi petroliferi. Per alcuni questo annuncio è segno di un ridimensionamento del petrolio, mentre per altri è sintomo della capacità di Exxon di stare al passo con i tempi. Di certo, il mercato ha accolto con favore la notizia, dal momento che nella giornata del 2 febbraio Exxon ha comunque visto un apprezzamento del proprio titolo azionario, a dispetto dei dati sugli utili.

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