Quotazione del petrolio in tempo reale

Qui trovate la quotazione del petrolio in tempo reale che fa riferimento all’omonimo future quotato nel CME.

Perché monitorare il prezzo di un CFD sul petrolio

Se state pensando di fare trading sul petrolio , dovreste monitorare il prezzi in maniera costante. Tale raccomandazione vale per tutti gli asset, ovviamente, ma assume una particolare valenza se si parla di petrolio. Infatti, questa fondamentale materia prima si caratterizza per una spiccata tendenza alla volatilità. Le oscillazioni si susseguono a un ritmo sostenuto, favorite dal legame che il petrolio vanta con quanto accade in ambito extra-contrattazioni.

In casi come questi, monitorare il prezzo, e soprattutto farlo con una certa frequenza, è necessario per aumentare le proprie chance di guadagno, ovvero per trarre vantaggio dalla volatilità, anziché subirla ed esserne sopraffatti. Non è ovviamente l’unico accorgimento da adottare, ma è sicuramente il primo.

Nella fattispecie del petrolio, si fa riferimento ai prodotti derivati, i quali in un certo senso fungono da indici, oltre che da asset scambiabili. Di “petroli”, infatti, ce ne sono tanti, e i famosi WTI e Brent sono solo i più rappresentativi. E’ necessario dunque un prodotto derivato che funga da sintesi, da termine di paragone. 

Cosa muove il prezzo del petrolio

Monitorare il prezzo è un discorso, studiarlo è ben altro paio di maniche. Anche perché consente di ricavare materiale sufficiente per la progettazione dei trader. Studiare il prezzo significa però mettere in pratica conoscenze approfondite circa l’asset. Il riferimento è, tra le altre cose, ai market mover, ovvero agli avvenimenti extra-contrattazione che impattano sul prezzo. Per quanto concerne il petrolio, la questione può essere complicata, anche perché vanta un elevato grado di di interdipendenza con l’ambiente economico e politico.

La domanda di petrolio, per esempio, dipende dalle performance dell’economia reale. E’ ovvio: se imperversa la crisi, le aziende vanno in difficoltà o addirittura muoiono, la richiesta di materie prime diminuisce. Di conseguenza, il petrolio si apprezza. Accade il contrario se l’economia è in crescita.

Fondamentali, però, sono anche i market mover che impattano direttamente sull’offerta. Il riferimento è ai disordini geopolitici, soprattutto se coinvolgono zone di estrazione. Anche un embargo, però, può incidere sulla quantità di petrolio presente nel mercato. In questi casi, si assiste a una diminuzione dell’offerta, e quindi a un deprezzamento. Senza dimenticare le decisioni dell’Opec che, spesso suscitando clamore, possono imporre dei tagli alla produzione.

Il petrolio è un asset volatile, è vero. Tuttavia, è anche leggibile. O, per meglio dire, i suoi market mover sono ben codificati, il ché lo rende più gestibile, in qualche modo meno imprevedibile. Ad offrire un contributo ci sono anche le analisi e i report degli esperti. Questi, infatti, .passano in rassegna al mercato e offrono opinioni, stime e analisi qualificate.

Per ulteriori informazioni

Analizzare il prezzo “e basta” non però sufficiente. Occorre mettere a confronti i dati di oggi con quelli del passato, o almeno farsi un’idea di cosa è accaduto qualche settimana o mese fa. Solo in questo modo è possibile anche solo capire come l’asset si muoverà, e di conseguenza progettare trade vincenti.

Dunque, è bene studiare non solo il prezzo, ma anche il grafico. Uno dei più chiari e facili da leggere è il grafico CFD sul petrolio di Plus500. L’aspetto, davvero intuitivo, è fatto apposta per raccogliere il maggior numero di informazioni possibile con un colpo d’occhio.

La chiarezza dei grafici è solo uno dei tanti pregi di Plus500. Stiamo parlando infatti di un CFD broker all’avanguardia, che si caratterizza per un approccio ai prezzi molto comodo, che si pone sempre al fianco dell’utente. Questo intento, tra gli altri, è testimoniato dalla possibilità di aprire un CFD demo account.

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