WTI supera la soglia psicologica dei 70 dollari: cosa sta accadendo

12.06.2021. Nella giornata di venerdì 11 giugno 2021, il petrolio WTI ha raggiunto e superato la soglia psicologica dei 70 dollari al barile. Un risultato straordinario, se si pensa allo scetticismo che coinvolgeva analisti e investitori alla fine del 2020. 

Vale la pena indagare su questo risultato e trarre evidenze per il futuro.

WTI a 70 dollari, ecco perché

Il WTI ha chiuso la giornata di venerdì 11 giugno a 70,74 dollari al barile. Il Brent, come di consueto un paio di dollari “avanti”, l’ha chiusa oltre quota 72 dollari. Risultati importanti, che puntano dritti verso una condizione ideale, in cui il prezzo del petrolio può essere considerato un ottimo compromesso tra le esigenze degli investitori e quello del tessuto produttivo-logistico.

Cosa sta accadendo? D’altronde, alcuni segnali “superficiali” sembrano in contrasto con un aumento delle quotazioni del petrolio. Il riferimento è l’allentamento recente dell’Opec, che ha ridotto ulteriormente i tagli alla produzione.

In primo luogo, le deliberazioni dell’Opec erano attese, dunque sono state già scontate nei mesi passati dal mercati. Secondariamente, è innegabile: gli investitori hanno piena fiducia nella ripresa della domanda.  A fare fede, i dati sulla ripresa economica, confortanti più o meno in tutto l’Occidente.

Le prospettive per il WTI e per il Brent

Fin dove potranno spingersi il WTI e il Brent? Ovviamente, le analisi e le stime vanno prese con le pinze, anche perché è tutto legato alle speranze di ripresa economica, che a loro volta dipendono dall’esito della pandemia. Tuttavia, alcuni importanti istituti parlano di una soglia degli 80 dollari “superabile” già a fine anno. 

Tra i più ottimisti spicca proprio Goldman Sachs, che in una recente pubblicazione ha sottolineato esattamente le dinamiche della domanda, sospinta da evidenze di natura tecnica e persino emotiva.

Ovviamente, nel caso in cui la ripresa subisse uno stop, gli auspici verrebbero traditi e le speranze frustrate, con conseguente “effetto rebound” e interruzione del trend positivo del prezzo del petrolio.

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